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Caposele – Tra acqua, fede e cultura

Caposele – Tra acqua, fede e cultura

Tra i tanti borghi dell’Irpinia, un posto di riguardo lo ha Caposele. Questo piccolo Comune, incastonato alle pendici del Parco dei Monti Picentini, è uno scrigno ricco di fascino e storia.

Famoso soprattutto per la purezza delle sue acque e per il culto di San Gerardo Maiella, dista circa 58 km dal capoluogo di Provincia, Avellino.

Confina con i paesi di Bagnoli Irpino, Calabritto, Conza della Campania, Lioni, Teora e con i Comuni della Provincia di Salerno di Castelnuovo di Conza, Laviano e Valva.

La sua popolazione attuale supera le 3mila unità e il santo patrono è san Lorenzo, che gli abitanti del luogo festeggiano il 10 agosto. 

Andiamo ora a scoprire insieme un po’ della storia e delle tradizioni di questo paese irpino.

Indice

Un po' di storia

La nascita di questo luogo, secondo alcuni fonti storiche, dovrebbe risalire al periodo delle guerre tra i Sanniti e i Romani, che si ebbero tra il IV e il III secolo avanti Cristo. 

Secondo lo storico romano Paolo Orosio, qui trovò la definitiva sconfitta anche il famoso condottiero e ribelle Spartaco, che secondo le fonti perse la propria battaglia alle sorgenti del Sele.

Proprio il Sele, infatti, uno dei corsi d’acqua più importanti del Sud Italia, prende inizio da qui e dà il nome al paese, come è facilmente intuibile. Proprio l’abbondanza di acqua deve aver fatto frequentare il luogo sin da tempi antichissimi e le tracce archeologiche testimoniano che anche i romani hanno abitato da queste parti.

Al periodo normanno risalgono le prime notizie del feudo, che passò poi nel tempo sotto il dominio degli Svevi e degli Angioini.

La peste seicentesca colpì duramente il territorio, uccidendo decine di abitanti. La popolazione trovò una ripresa solo alla fine del 1600. Poco prima di questo evento, nel ‘500, le fonti ci raccontano già dell’esistenza di una chiesa dedicata alla Mater Domini, da cui prende il nome l’unica frazione del Comune che oggi ospita uno dei santuari più importanti della Campania: quello di san Gerardo Maiella.

Al giorno d’oggi Caposele è uno dei poli di attrattiva turistica principali dell’Alta Irpinia grazie sia ai numerosi luoghi d’interesse, sia per la sua tradizione enogastronomica d’eccellenza.

Cosa vedere a Caposele

Sono molte le attrattive presenti in questo Comune, tra luoghi storici e cammini immersi nella natura incontaminata. Tra le varie opzioni che non possono mancare in una visita a Caposele, ti consigliamo di visitare:

  • Le sorgenti del Sele: qui le acque che provengono dal Monte Cervialto nei pressi del Monte Paflagone alimentano la sorgente Sanità e poi raccolte in venute di acquea di alveo nella sorgente Tredogge, a 415 m.s.l.m. proprio da qui parte il Sele.
  • Acquedotto Pugliese: proprio da Caposele ha origine una delle opere ingegneristiche più famose d’Italia ed è possibile visitare l’origine dell’acquedotto che dà acqua a tutta la Puglia. Sono presenti persino le chiuse originali e funzionanti del 1909.
  • La Basilica di san Gerardo: qui a Caposele, il 16 ottobre 1755, morì Gerardo Maiella, beatificato da papa Leone XIII nel 1893 e proclamato santo nel 1904 da papa Pio X. Dopo la canonizzazione, il numero di pellegrini è salito sempre di più ed ha reso necessario un ampliamento della struttura originaria. Dopo i danni del sisma del 1980, la Basilica, che possiede il titolo di “Basilica minore” che gli fu dato da papa Pio XI nel 1930, ha subito dei restauri, conclusi dopo 20 anni. La chiesa fu riaperta in occasione del Giubileo del 2000. All’interno del santuario è presente anche un museo di memorie gerardine.
  • Parco fluviale: partendo dalla località Tredogge è possibile percorrere un sentiero immerso nella natura, nel quale poter ammirare fauna e flora locale.
  • Museo delle macchine di Leonardo: nel paese di Caposele potrete ammirare le riproduzioni delle macchine progettate dal più grande genio vissuto sulla nostra penisola. Il tutto è stato realizzato affidandosi ai disegni originali, realizzando ogni macchinario su scala, grazie alla consulenza del Laboratorio di Scenografia della PUSA University.
Caposele - Statua di San Gerardo e Santuario
Caposele - Statua di San Gerardo e Santuario

Cosa mangiare a Caposele

Sono molti i piatti della tradizione caposelese che potrai assaporare nei tipici ristoranti della zona.

Tra i piatti principali che non possono mancare in una gita a Caposele ci sono le matasse, pasta simile alle tagliatelle, che viene fatta a mano e cucinata con i ceci.

Altri prodotti tipici sono il muffletto, pagnotta simile al pane prodotto con l’impasto della pizza e l’amaretto di Caposele, biscotto tipico che viene preparato in casa con le nocciole come ingrediente principale.

Le festività di Caposele

Sono vari i momenti di aggregazione che si possono vivere in questo luogo nella Provincia di Avellino. Tra i principali vanno sicuramente ricordati i due momenti di festeggiamenti di san Gerardo, il 16 ottobre e la prima domenica di settembre.

Come detto all’inizio, poi, il santo patrono viene festeggiato il 10 agosto.

Altri momenti di incontro sono la Sagra delle matasse e dei fusilli, di solito svolta nella prima decina di agosto e la Sagra delle sementi, festa che si fa la terza domenica di ottobre.

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