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Irpinia: una terra tutta da scoprire

Irpinia: una terra tutta da scoprire

Irpinia: una terra tutta da scoprire

Descrivere l’Irpinia in poche parole è qualcosa di impossibile: una storia millenaria, un territorio vasto, dalla cultura diversificata ma unita dal filo conduttore dell’entroterra, della montagna, del ritmo lento ancora dominato dall’incedere delle stagioni.

Quindi non esiste una sola “Irpinia”, ne esistono varie: esiste quella “Bassa” e quella “Alta”, quella più urbanizzata e quella selvaggia, quella di confine e quella interna. Ogni luogo, ogni posto porta con sé la propria identità, ma camminando insieme.

Noi di eiTRAVEL, attraverso il nostro blog, abbiamo intrapreso il viaggio che vuole raccontare tutti i luoghi che compongono questa terra, ciò che può offrire e quello che facciamo per farla conoscere a quante più persone possibili.

Ma cos’è l’Irpinia? Proviamo a dare qualche risposta generale.

Indice:

  1. L’Irpinia è geografia
  2. L’Irpinia è storia
  3. L’Irpinia è Acqua e Natura
  4. L’Irpinia è religione
  5. L’Irpinia è buon cibo
  6. L’Irpinia è un mondo da esplorare

L’Irpinia è geografia

Prima di parlare di qualsiasi altro aspetto, si deve partire dai punti generali. Prima di tutto, per chi non lo sapesse, l’Irpinia coincide totalmente con la Provincia di Avellino, in Campania, nell’Italia Meridionale.

È una zona appenninica senza sbocchi sul mare ma caratterizzata da una presenza di acqua sorgiva talmente ampia da dare il via, dalle sorgenti del fiume Sele, ad una delle opere di ingegneria idraulica più complesse ed antiche ancora esistenti in Italia: l’Acquedotto Pugliese, che grazie alle acque irpine è la principale risorsa idrica della Puglia.

L’estensione del territorio è pari a circa 2.806 km² che va dal Comune di Avella, ad ovest, passando per il capoluogo Avellino, fino ad arrivare a Monteverde ad est. Mentre, a sud i confini si trovano a Senerchia e il paese irpino più a nord è Greci.

Al suo interno ha un totale di 118 Comuni è una popolazione che supera di poco le 400mila unità.

È divisa in tre parti geografiche abbastanza distinte e dai panorami diversificati: la Bassa Irpinia, che coincide per gran parte con l’hinterland avellinese ed anche il polo più abitato della Provincia. C’è, poi, l’Alta Irpinia, la zona dove lo sviluppo montano si fa più alto e svettano le punte dei monti più alti della zona, tra tutti il Cervialto con i suoi 1.809 m.s.l.m. L’altra parte dell’Irpinia è la Baronia, con i suoi paesaggi più dolci e collinari rispetto alla parte “Alta” e le grandi distese di campi coltivati. Qui, tra l’altro, c’è il borgo posto all’altitudine maggiore della regione e l’unico con la sede comunale posta oltre i 1.000 di altitudine: stiamo parlando di Trevico.

Come abbiamo detto, l’Irpinia è una terra di montagne e natura spesso incontaminata: i Monti del Partenio svetta a dare protezione al capoluogo, mentre all’interno troviamo i Monti Picentini con le vette tra le più alte della Campania. Queste zone sono anche sedi di Parchi Naturali Regionali, dove tra foreste secolari si possono trascorrere momenti che rigenerano spirito e fisico.

Quindi natura, acqua, Natura, montagna: l’Irpinia è un cuore verde pulsante che merita di essere conosciuto.

La cartina fatta da eiTRAVEL dell’Irpinia

L’Irpinia è storia

La storia di questi luoghi è lunghissima e poterla riassumere in poche righe è arduo. Già il nome richiama le antiche popolazioni che stanziarono su questi monti. Infatti Irpinia deriva da “Hirpus“, riferito al popolo degli Irpini, una delle tribù sannitiche di lingua osca che iniziò a dimorare in queste zone già dal IX secolo a.C. e che aveva come animale totemico il lupo, simbolo che ancora oggi è usato in vari ambiti come simbolo di questa terra.

Ma le attestazioni archeologiche sono chiare nel dimostrare che già dal Paleolitico qui la presenza umana era diffusa e nel Neolitico iniziarono ad essere sempre più stanziali e si crearono i primi aggregati umani che, nel corso dei secoli, portarono a popolare tutto il territorio.

Influenti furono anche i contatti con i greci stanziati sulle coste, grazie alle vie di comunicazione naturale che dall’entroterra, sfruttando la Valle del Sele, portano fino alla costa dove, proprio alla foce di questo fiume, si costruì uno dei templi più importanti della Magna Grecia: l’Heraion o tempio di Hera Argiva.

In epoca romana, dopo la sconfitta definitiva degli irpini, ci furono molte opere di urbanizzazione e la costruzione di vie di comunicazione importantissime: qui passava anche la “Regina Viarum“, l’Appia, il cui percorso, però, dopo Aeclanum, è ancora oggi oggetto di studio e dibattito.

Sempre in epoca romana c’è il consolidamento dell’importanza strategica di dell’antica Compsa, sito archeologico che oggi offre un panorama unico, con una stratificazione che parte dall’epoca sannitica fino ad arrivare al 23 novembre 1980 quando, a causa del terremoto avvenuto in quella data, il sito abitativo fu definitivamente abbandonato.

Nel Medioevo l’Irpinia vide momenti di lotte intense, di crescita e di nascita di nuovi insediamenti, soprattutto in epoca longobarda e normanna: qui passava il confine tra i due ducati di Benevento e Salerno, e paesi come Rocca san FeliceTorella dei LombardiGuardia Lombardi portano ancora i segni di quel passato.

Sempre in quest’epoca, poi, si ha lo sviluppo architettonico ed urbanistico dei gran parte dei borghi irpini come li vediamo oggi, modificati nei secoli rinascimentali e moderni, ma che conservano l’antica posizione difensiva di altura medievale tipica di quel periodo.

Il periodo moderno vide l’affermarsi sempre più consistente di alcuni luoghi nevralgici, come Avellino ed Ariano Irpino e l’arrivo in zona di personaggi illustri, uno su tutti il madrigalista don Carlo Gesualdo, che nel 1596 tornò definitivamente nel paese di Gesualdo e lì creò una corte che accolse intellettuali ed artisti dell’epoca.

Negli ultimi decenni l’Irpinia ha subito un grande spopolamento causato da svariati fattori, tra i quali spicca il già citato sisma del 1980. Nonostante ciò, questa terra offre ancora tantissime opportunità, legate anche ad un cambio di prospettive narrative che possano far emergere non solo il lato negativo, ma tutti i lati positivi che si possono basare su una storia lunga migliaia di anni.

Il sito archeologico di Aeclanum in Irpinia

L’Irpinia è Acqua e Natura

Ciò che contraddistingue l’Irpinia, come già detto, è la fitta presenza di acqua sorgiva e di verde incontaminato. Viaggiare in questa Provincia vuol dire perdersi nel suo verde, esplorare i suoi boschi, poter respirare l’aria pura delle vette delle montagne ed ammirare la sua fauna selvatica.

Camminare qui non può escludere visitare i Parchi Naturali, l’Oasi WWF di Conza della Campania e quella di Senerchia.

Capire come si faccia a coniugare urbanizzazione e tutela dell’ambiente visitando il piccolo borgo di Monteverde immerso nella Natura incontaminata.

L’Irpinia sono le piane di Verteglia e Laceno, ma anche la Mefite di Rocca san Felice e quella di Montecalvo Irpino.

Visitare l’Irpinia è ammirare paesaggi sconfinati, aree protette, laghi, fiumi, tra i quali non possono essere dimenticati l’Ofanto e il Calore.

Il verde, soprattutto in primavera, domina in ogni angolo, ma ogni stagione dona una particolare tonalità ad un luogo dove l’eccesso umano non ha ancora sopraffatto la bellezza dell’ambiente naturale.

Uno dei corsi d’acqua irpini

L’Irpinia è religione

La Provincia di Avellino è ricchissima di luoghi di culto, antichi e moderni, che offrono la possibilità ai credenti di vivere dei momenti avvolti dal silenzio mistico e dall’ambiente che, di sua natura, porta alla meditazione e alla riflessione.

Importante è la presenza di strutture cristiane, come l’Abbazia di Montevergine e quella del Goleto entrambi fondate da san Guglielmo da Vercelli, o san Francesco a Folloni, complesso monastico fondato da san Francesco d’Assisi. Famoso  è anche il santuario di Materdomini, a Caposele, dove sono conservate le spoglie mortali di san Gerardo Maiella e che ogni anno richiama migliaia di fedeli in pellegrinaggio.

Ma, oltre alla presenza cattolica, è forte la persistenza di antichi culti, che affondano le radici in quelle tradizioni che si rifacevano al ritmo delle stagioni e che, ancora oggi, richiamano persone da tutto il mondo per vivere dei momenti di raccoglimento e riconnessione con tutto ciò che li circonda.


L’Irpinia terra di religione

L’Irpinia è buon cibo

Il viaggiatore che visiterà questi luoghi si accorgerà molto in fretta che ognuno dei 118 Comuni della Provincia di Avellino ha al suo interno una tradizione culinaria di tutto rispetto, basata sulle antiche conoscenze contadine e sui prodotti coltivati e raccolti in loco.

Ogni paese ha un suo piatto tipico che parla della cultura e delle tradizioni, ma molto interessante sono gli sviluppi contemporanei che hanno portato molti cibi irpini ad avere delle denominazioni particolari: dai vini DOCG come il “Taurasi“, il “Greco di Tufo” e il “Fiano di Avellino“, passando per il formaggio Carmasciano, famoso prodotto caseario esportato in tutto il mondo. Prodotto tipico è anche l’antico grano Senatore-Cappella e il Saragolla, la Castagna di Montella, il Tartufo di Bagnoli Irpino, il Sedano di Gesualdo, il Broccolo Aprilatico di Paternopoli, la Nocciola di Avella e gli allevamenti di bovini podolici e della pecora laticauda.

A tutto ciò si unisce la sapienza culinaria che è maturata nei secoli, e che permetterà ai turisti di poter vivere delle esperienze gustative uniche, fatte di sapori semplici, che profumano di terra e sapienza, e che permetteranno ad ognuno di poter coinvolgere anche il gusto camminando per l’Irpinia.

Prodotti tipici d’Irpinia

L’Irpinia è un mondo da esplorare

Non abbiamo cercato di essere esaustivi, ma solo di dare una piccola idea del potenziale che ha questa nostra zona. L’Irpinia è ricca su tutti i punti di vista e, col tempo, speriamo di farvela conoscere in ogni suo dettaglio.

Nel frattempo, a chi vorrà mettersi in viaggio in questi borghi, tra i sentieri dei boschi, e sostare nella pace e nel silenzio di questa terra, auguriamo di lasciarsi rapire totalmente da questa provincia, e di portare con sé la consapevolezza che l’Irpinia è un mondo da vivere e per questo vi dedichiamo il nostro motto:

“Scopri l’Irpinia, riscopri te stesso”

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